Aprile tempo di dormire...ma non per i Wuberici che, innestata la marcia piú alta, aravano l'inutile pianura padana per recarsi nel jet-set dell'arrampicata italiana, al secolo Arco-Diaz!
W1 non aveva peli sulla lingua: "Oh, domani facciamo metri, mi sento perfettamente!" al che W2 aveva giá la relazza pronta: "Guarda questa, ha veramente un nome del cazzo perchè l'apritore è uno un pò bislacco ma magari merita, perlomeno sviluppa!"
La ronfata nell'ostello di Riva era tale che i due continuavano a procrastinare la sveglia: "Cazzo! E' tardi, bisogna andare!"
Colazione al baretto sotto il Brento, W2 non arrivava alle Zebrate che giá doveva mollare il dirigibile: meglio perché comunque il ghiaione finale premiava la gamba reattiva...
Era cosí che i Wuberici alla buon'ora delle dieci partivano sul primo tiro dato settimo rimanendo "colpiti" dalla qualitá della roccia: "Porc...occhio, ci dev'essere un'altra cordata piú su!"
Con una alternata impeccabile lungo grigie placche protette da spit e chiodi sparsi qua e lá i due giungevano alla cengia che traversa questo tratto di parete.
"Eccoli lassú i lapidators!" La cordata era giá a metá della metá superiore ma distratti da ció due giganteschi energumeni si avvicinavano da sotto senza che se ne accorgessero finché non vennero alle parole.
"Hello I'm Mazinga from Tschechkkk Repablikkk and I climb 8000m with a finger in the ass!"
Dopo una tale presentazione non restava che dare strada ed ammirare lo stile speed dei due vitelloni che con ampie bracciate si disfavano dei tiri come fossero vasche in piscina.
La metá superiore, dicevamo, ripartiva con un altro pacco di tiri molto vario: un paio di camini, qualche breve diedro, una bella e lunga lama e sempre tanta placca che male non fa!
Inoltre nonostante qualche cengia qua e lá il grande sviluppo regalava un relativo senso di vuoto che prendeva consistenza improvvisa lungo il penultimo tiro, un doppio diedro strapiombante dato settepiú. E cosí dopo piú di otto ore era possibile scrivere cretinate sul libro di via che, visto il numero di ripetizioni, testimoniava il successo di 'sti Mondi Superiori.
"Ora come si scende da qui?" La domanda di W1 era legittima, la macchina in fondo alla valle grande come un pixel di una digitale. Ma l'apritore, non contento del mazzo in apertura, e probabilmente sapendo che dei bamba come i Wuberici avrebbero salito la sua via, si era prodigato nella tracciatura e segnalazione con bolli di tutta la discesa, una tarzanata in bosco ripido di un'ora abbondante seguita da alcune doppie sul lato destro della parete che depositavano le membra sul ghiaione.
"Grande Grill! La prossima via una bella tirolese fino al bar e relativa birra, please!"