Wuberity Valley

La mitica valle californica doveva prima o poi ricevere un paio di spruzzate dei cafoni wuberici che approfittando del particolare momento (scarsa forma, dolori vari, poca attivitá) pensavano di andar su e giú per le gialle pareti di compatto granito.
Il viaggio partiva una sera qualunque a Marassi con W2 che prima di uscire di casa confondeva le bottiglie e si faceva una golata d'olio per friggere. La serie continuava con una Fiat Punto che cercava un parcheggio vicino all'aeroporto di Nizza:
"Scusi si puó lasciare la macchina qui?"
"Certo! Vuoi che ti faccio un pompino? Son 20 euro, altrimenti 50 per una scopata"
Il parcheggio insomma non era in zona residenziale ma se non altro sembrava regolare. La notte continuava con un meritato sonno sul marciapiede esterno dell'aeroporto che di notte era chiuso.
Nizza-Amsterdam-San Francisco era solo una questione di decubito, il culo formicolante si risvegliava non appena veniva massaggiato dall'autonoleggio che applicava una tariffa quasi doppia rispetto al preventivo.
Nonostante ció i Wuberici eran contenti del loro mezzo, una Dodge Charger rosso fiammante, 3500cc a trazione posteriore che li proiettava in serata all'ingresso della Valle!
La coda per ottenere un posto a Camp IV non era un problema vista la poca gente.
"Dev'essere un pó fuori moda Yosemite!"
Ma la spiegazione era evidente consultando il meteo dei giorni a venire: acqua! acqua! acqua! E un freddo porcino...
"Proviamo lo stesso, la bolla ci segue sempre fedele!"
Dopo 2 tiri di Nutcracker, ottima via di acclimatamento, ritirata sotto la neve e il gelo, non prima di aver preso una ringhiera in un off-width di 5.6 seguito a ruota da un 5.8R. Tutte queste incomprensibili sigle venivano impresse sulle mutande dei poveri Wuberici che la sera rileggevano stupiti in tenda.
Il day after sembrava finalmente buono, una breve via ai Five Open Books permetteva di ampliare la conoscenza dello stile locale mentre il pomeriggio vedeva W2 terminare un bel monotiro handcrack sotto una fitta pioggerella.
"Ma dove cazzo é la bolla? Non si puó andare avanti cosí!"
Questo lo avevan capito pure i locals che sgommavano alla velocitá della luce verso altre location: "Potete andare a Joshua Tree oppure Red Rock, son solo dieci ore di macchina."
Detto fatto, la sera del giorno dopo W1 e W2 erano a Las Vegas a far spesa. In realtá Red Rock varrebbe una vacanza a sé, 3 giorni erano ampiamente insufficienti, nonostante tutto la multisfalesiata del primo, la sontuosa torre di Crimson Crysalis del secondo e l'incredibile pietra di Black Magic del terzo facevano nascere un amore incondizionato per la durissima arenaria multiforme di Red Rock.
Unico neo il campeggio a dir poco essenziale e battuto regolarmente da un fastidioso vento secco e un'antipatica coppia d'impecoriti gestori.
Ma la valle chiamava e cosí il giorno dopo sarebbe stato il piú lungo per svariate ragioni:
- incastro totale della corda sul monotiro dell'ingordigia di W1 dopo Black Magic, risolto tirando per 2 ore in tutte le direzioni possibili
- 8 ore di guida notturna per tornare all'ingresso della valle
- 2 ore di sonno in macchina e prova speciale su ghiaccio per arrivare a Camp IV
- 3 ore di coda a Camp IV per ottenere in extremis l'ultimissima piazzola libera
- salita della via Superslide ai Royal Arches con incastro della seconda doppia e ripetizione del tiro
Non paghi il giorno dopo si schieravano sul Goodrich Pinnacle al Glacier Point Apron per assaggiare un bel 5.9R di aderenza mentre quello successivo la sveglia veniva puntata alle cinque per una veloce ripetizione dei classici Royal Arches, una quindicina di tiri vari per stile, difficoltá e umiditá...
La stanchezza s'installava cosí come il caldo fottuto per cui, dopo una sfalesiata di recupero, veniva attaccata la Middle Cathedral lungo il fresco East Buttress che coi suoi undici tiri di fessure e placche regalava ai Wuberici un eccezionale palcoscenico sul Capitan ed una discesa degna delle Dolomiti con piccole doppie, canali sassosi instabili e infide lingue di neve.
Ma é durante la spesa al Village Store che lo sguardo si portava per l'ennesima volta sull'Half Dome:
"Chissá se si puó giá salire...la ferrata è ancora chiusa, la Regular é un frigo con tanto di neve sulle cengie ma lo Snake Dike..."
E cosí il giorno di riposo veniva sacrificato per rallare fino allo stupendo belvedere del Glacier Point Apron dal quale con potentissimo telescopio W2 scopriva attivitá umana in vetta all'Half Dome, la strada era aperta!
E cosí partiva un altro lungo e stupendo giorno dove camminare era piú importante che scalare ma proprio grazie alle difficoltá moderate era possibile riempire gli occhi con scenari incredibili, le violenti cascate del Mist Trail, il Muir Trail fino a Lost Lake, lo Snake Dike e la sua sontuosa vena di quarzo, la camminata lunare fino alla cima ricoperta di neve, la discesa lungo la ferrata ancora dismessa e l'infinito ritorno a Yosemite: un sogno lungo dodici ore interrotto solo dalla cagata di W1 a circa metá...
Dopo il solito giorno di "riposo" (Serenity Crack sotto un sole cocente con ritirata per piedi deformati) alla bacheca di Camp IV veniva affisso un messaggio fatidico: Tioga Pass aperto domattina alle otto!
Questo significava passare gli ultimi due giorni a Tuolumne Meadows sfuggire alla calura scalando intorno a 3000 metri di quota delle incredibili cupole di granito fessurato e pieno di knobs.
"Ma dove cazzo sono 'sti dannati knobs?! Non so se riesco, eh? Stá un pó attento..."
Ma W2 sapeva bene che parlava a vanvera, infatti il microfriend che aveva messo dieci metri piú sotto non ispirava per nulla cosí come i dieci metri di aderenza che aveva davanti.
Bisognava entrare al piú presto in modalitá Mellica e fortunatamente é quello che fece il Wuberico sulla South Crack dello Stately Pleasure Dome mentre in testa gli rimbombavano le parole della relazione: terrifying and potentially dangerous slabs!
Dopo le spruzzate i Kani Wuberici iniziavano a parlottare con due x-locals che cazzeggiavano sulle sponde del Tenaya Lake:
"Domani voglio fessure ed un milione di knobs!"
"West Crack of Daff Dome!" era la pronta risposta delle due facce di prugna.
La risposta di W1 e W2 fu altrettanto pronta: via fichissima e ben proteggibile, ideale per i pochi neuroni rimasti ai due che peraltro la sera stessa dovevano tornare a San Francisco.
Eh si, la manna era finita, il futuro ben rappresentato dalle troie del Nizzardo, che la sorte sostituiva con due multe per divieto di sosta...Goddamn!!!